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L’economia italiana nel 2024: Scenari e Andamenti Attuali

Sintesi delle ultime previsioni economiche per il 2024, basate su informazioni rilasciate da Istituzioni ed Enti di ricerca: crescita del PIL, mercato del lavoro, inflazione e commercio estero.
Former Guardia di Finanza officer turned private sector as CEO and manager; in 2010 he founded I4D Consulting, focusing on strategic consulting for SMEs. He is a Certified Public Accountant. Passionate about IT related to business organization and the Asian world. In his free time he reads, does puzzles and takes Winston, a Lagotto and Breton Spaniel mix, for walks. The best thing he has done in life (a bit late) are two beautiful children, half Italian and half Polish.

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L'economia italiana nel 2024 in sintesi

L’economia italiana nel 2024 si avvia verso una fase di crescita modesta, con un’inflazione in calo e un mercato del lavoro in leggera espansione. Le esportazioni rimangono un punto di incertezza, con andamenti diversificati verso le diverse aree geografiche.

Crescita del PIL 2024

Le stime per la crescita del PIL nel 2024 oscillano tra lo 0,6% di Bankitalia, lo 0,7% della Commissione Europea e l’1% del Governo italiano.

Per il 2025, le previsioni sono più omogenee, con un rialzo del PIL italiano stimato all’1% da Bankitalia e all’1,2% da Commissione Europea e Governo.

Per avere un termine di paragone, sono valori sostanzialmente in linea con quelli previsti per l’eurozona, ove viene stimato un rialzo dello 0,8% nel 2024 e dell’1,2% nel 2025.

Interessante è la recentissima analisi del Centro Einaudi che utilizza l’indicatore I-Fast.

Questo indicatore, sulla base di serie storiche, aggrega il sentiment e le aspettative delle imprese italiane su una serie di variabili correlate con la variazione futura del Pil. 

In passato questo indicatore ha dato risultati attendibili nella capacità di prevedere l’andamento dei futuri tassi di crescita tendenziali del PIL italiano, e pertanto può essere considerato un valido strumento previsionale.

Il valore odierno rispetto al 2023 è +0,55 (su una scala di misura che va da -3 a + 3), il che fa pensare che si sia in una fase di ripresa, seppur modesta.

Occupazione

I dati Istat di febbraio 2024 mostrano un aumento di occupati e disoccupati rispetto al mese precedente, con una diminuzione degli inattivi.

A febbraio 2024, dopo il calo registrato a gennaio, l’occupazione torna a crescere per effetto dell’aumento dei dipendenti permanenti che raggiungono i 15 milioni 969mila.

Il numero degli occupati – pari a 23 milioni 773mila – è superiore a quello di febbraio 2023 di 351mila unità, come sintesi dell’incremento di 603mila dipendenti permanenti e della diminuzione di 200mila dipendenti a termine e di 53mila autonomi.

Su base mensile, il tasso di occupazione sale al 61,9%, quello di disoccupazione al 7,5% mentre il tasso di inattività scende al 33%.

Inflazione

Le nuove stime della Commissione Europea prevedono una diminuzione dell’inflazione più rapida rispetto alle previsioni precedenti.

Si stima che nell’UE l’inflazione passerà dal 6,3% del 2023 al 3% nel 2024 e al 2,5% nel 2025 mentr nell’Eurozona l’inflazione dovrebbe diminuire dal 5,4% del 2023 al 2,7% del 2024 e al 2,2% del 2025.

In Italia l’inflazione è stimata al 2% nel 2024 e al 2,3% nel 2025, principalmente a causa di un atteso aumento dei salari nel settore pubblico.

Export

A gennaio 2024 le esportazioni hanno registrato una flessione del 3,2%, con un calo più marcato verso i Paesi extra-UE (-4%) rispetto a quelli UE (-2,4%).

In valori assoluti la bilancia commerciale di gennaio mostra un avanzo complessivo di € 2,7 mld, composto da un disavanzo nell’area UE e un avanzo nell’area Extra UE.

Nella UE le performances positive di Polonia (+14%), Spagna (+9,2%) e Paesi Bassi (+6,4%) hanno compensato le riduzioni registrate da Germania (-2,9%) e Francia (-3,5%).

Le esportazioni verso il resto del mondo Hanno avuto un andamento eterogeneo: positivo verso i Paesi OPEC (+26,3%), il Giappone (+20%) e gli Stati Uniti (+14,5%); negativo verso Cina (-46,1%) e Russia (-8,8%); in lieve rialzo l’export verso India (+0,9%) e Regno Unito (+0,8%).

Riferimenti

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